Scaletta Zanclea
Operazione "5 cervelli":avanzate le richieste di condanna per i dieci imputati | Operazione "5 cervelli":avanzate le richieste di condanna per i dieci imputati |
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| Scritto da Redazione | |
| martedì 09 marzo 2010 | |
Condanne per oltre mezzo secolo di carcere sono state richieste ieri dal sostituto della Distrettuale antimafia Angelo Cavallo al gup Maria Angela Nastasi, per i dieci imputati dell'operazione antidroga nella zona ionica "Cinque Cervelli" che hanno scelto di essere giudicati col rito abbreviato.
La pena più alta, 9 anni di reclusione, è stata avanzata per Michele Terranova, ritenuto dagli inquirenti la "mente" dei trafficanti di droga, poi 7 anni per Giuseppe Freni, 6 anni ciascuno per Erminio Fazio, Giacomo Pino, Angelo Guarnaccia, Domenico Pulejo e Marco Tringali, 2 anni e 6.000 euro di multa ciascuno per Letterio Bongiorno e Giuseppe De Francesco, e infine 10 mesi e 2.000 euro di multa per Maurizio Tringali. Ieri il gup Nastasi ha stralciato la posizione dell'undicesimo imputato, Davide Lo Turco, poiché il suo difensore, l'avvocato Salvatore Silvestro, ha chiesto l'espletamento di una perizia fonica che riguarda la posizione del suo assistito (per questa parte del processo il gup ha aggiornato al 16 aprile prossimo).
Ieri sono anche iniziate le arringhe, con gli interventi degli avvocati Cesare Santonocito, Francesco Traclò, Giovambattista Freni e Filippo Pagano, arringhe che proseguiranno lunedì con l'intervento degli avvocati Salvatore Silvestro, Giuseppe Carrabba e Massimo Marchese. Il 28 gennaio scorso avevano invece patteggiato la pena davanti al gup Daria Orlando: 2 anni Pietro Costa e un anno ciascuno Salvatore Calareso e Filippo Pino, altri tre indagati dell'operazione "Cinque cervelli". L'operazione antidroga "Cinque cervelli" vide indagate inizialmente 17 persone. Le indagini furono avviate nel maggio del 2008 dopo l'incendio di un lido balneare e di una autovettura ad Alì Terme, e furono condotte dai carabinieri della stazione di Scaletta che, grazie anche ad alcune microspie installate a bordo di autovetture, riuscirono in pochi mesi a ricostruire l'organizzazione di un gruppo dedito secondo l'accusa allo spaccio di stupefacenti individuando, tra Itala e Scaletta, persino alcune "piantagioni" di marijuana. L'indagine consentì d'identificare i presunti capi dell'organizzazione (i messinesi Michele Terranova e Domenico Puleo) e quanti, a vario titolo, provvedevano o al reperimento o alla vendita dello stupefacente. Cocaina, marijuana e hascisc giungevano da Catania e dalla Calabria. A lavorare a tempo pieno furono i militari della stazione di Scaletta, coordinati dal maresciallo Nicola Santamaria, e quelli del Nucleo Operativo della Compagnia "Messina Sud", agli ordini del capitano Alessandro Di Stefano. Fonte: Gazzetta del Sud (Nuccio Anselmo) |
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