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”La tragedia del Segesta non ha insegnato nulla” | ”La tragedia del Segesta non ha insegnato nulla” |
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| Scritto da Redazione | |
| domenica 17 gennaio 2010 | |
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A tre anni di distanza dalla tragedia del Segesta che ha segnato profondamente la storia della navigazione nello stretto, il sindacato OrSA, nel rinnovare il cordoglio per i colleghi periti durante l’espletamento del servizio, denuncia il nulla di fatto per l’incremento di sicurezza nel trasporto ferroviario per mare e su rotaia.
La sicurezza dei lavoratori e dei passeggeri, oggi come allora, continua ad essere immolata a logiche di mercato che fanno dell’uomo un tassello della produzione “sacrificabile” in nome del bilancio. Non renderemmo il giusto omaggio alla memoria dei nostri colleghi se non denunciassimo con forza all’opinione pubblica la scellerata gestione del servizio ferroviario messinese che nonostante l’avvicendamento nelle poltrone dirigenziali, locali e regionali, resta ancorato al progetto di dismissione le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, anche delle istituzioni, ministro Mattioli in testa, che avevano promesso incisivi interventi per la riattivazione del servizio ferroviario meridionale ormai giunto a livelli di inciviltà senza precedenti. La tragedia del Segesta non ha insegnato nulla, i nostri morti sono stati archiviati fra le migliaia di vittime sul lavoro e la gestione dei trasporti, in modo particolare della navigazione, mantiene la linea tracciata dall’ex ministro Alessandro Bianchi che all’indomani della sciagura non ha avuto ripensamenti a mortificare ulteriormente i livelli di sicurezza con i tagli alle tabelle d’armamento, richiesti ed ottenuti dagli armatori pubblici e privati che con inaudito cinismo hanno inteso rimpinguare le casse societarie, ancora una volta, a spese dei lavoratori e dell’incolpevole utenza; con il silenzio assenso di governi e amministrazioni di vario colore che si sono succeduti. Il trasporto pubblico del sud è in preda ad una gestione votata al liberismo selvaggio, le ripetute privatizzazioni hanno prodotto solo tagli al costo del lavoro, decremento della sicurezza e della qualità del servizio, a rendere ancora più nebuloso il futuro, oggi si pone l’alibi ponte, il ponte ferroviario più grande del mondo che alla base dovrebbe avere un indotto ferroviario futuristico, nasce invece in nome della dichiarata dismissione degli impianti ferroviari esistenti, un paradosso insostenibile che dovrebbe far capire, una volta per tutte, ai siciliani che se non decidono di reagire con vigore resteranno vittime delle vane promesse e dell’effetto annuncio, mentre al nord si viaggia sulla Freccia Rossa. E’ triste ammetterlo ma alla luce dei fatti i nostri colleghi sono morti per nulla, 4 vittime non sono state sufficienti ad innescare il processo di modernizzazione più volte promesso e mai attuato; dal tragico 15 gennaio 2007 la situazione è addirittura peggiorata, abbiamo assistito ad ulteriori tagli di mezzi e uomini fino a giungere all’odierna condizione che vede meno treni passeggeri, il trasporto merci dismesso quasi del tutto e la flotta navale, sempre più vetusta, penalizzata da ulteriori dismissioni. La nave Sibari è stata recentemente disarmata, Rosalia ed Iginia arrancano a stento con il peso dei loro 40 anni e delle due navi ferroviarie in condizioni accettabili – Villa e Scilla- una sarà destinata ad abbandonare periodicamente lo stretto per coprire la rotta Civitavecchia/Golfo Aranci a seguito dell’intervenuta chiusura dell’impianto laziale. Tutto questo accade sotto l’occhio vigile!? Di un governo che promette infrastrutture megagalattiche ma nei fatti fa mancare il necessario per rendere dignitoso il trasporto pubblico meridionale che allo stato dell’arte invidia efficienza al terzo mondo. Ancora la città aspetta che il Ministro Mattioli mantenga l’impegno relativo alla riattivazione della terza nave ferroviaria, F.S. sta dimostrando con arroganza di avere le mani libere nella gestione dei soldi pubblici e di poter governare impunemente la discriminazione delle due Italie dei trasporti: quella dell’alta velocità del nord e quella meridionale giudicata carrozzone improduttivo dove è consentito operare tagli alla sicurezza all’indomani dei funerali di 4 ferrovieri morti sul lavoro. Segreteria Provinciale OrSA Antonino D’Orazio Segreteria Territoriale Orsa Navigazione Maurizio Riposo Mariano Massaro Segreteria Regionale OrSA |
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